Luca Ciuti: Io credo nella Tunisia del dopo Ben-Ali

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Alla luce dei recenti e noti fatti che hanno colpito I paesi dell’Africa settentrionale, molti di noi si domandano che cosa ne è della Tunisia oggi, della sua politica ed economia. Come hanno vissuto il cambio di regime i nostri connazionali che negli anni addietro si sono trasferiti in questo paese.  Soprattutto, cosa ci riserva il futuro di questa terra dai mille volti, spiagge incontaminate, deserti e bellezze inesplorate. Meta gettonata di turisti e vacanzieri di ogni parte del mondo, destino felice di tanti immigranti che hanno deciso di investire dei capitali, e la propria vita, in questo paese baciato dal sole e che, adesso, sembra stia uscendo dal momento peggiore della crisi. Crisi che se da una parte sembra abbia superato il peggio, dall’altra la velocità del recupero si vede minata dai fatti e dalla situazione politica incerta di alcuni paesi limitrofi.
Purtroppo i media, sempre più affamati di sfoderare notizie fresche, clamorose e di facile “e lucrosa” presa per il pubblico, tralasciano e dimenticano situazioni che se pur di meno grido dovrebbero essere comunque divulgate e non tirate nel dimenticatoio. La situazione tunisina ne è il classico esempio.
Per questo abbiamo raggiunto un nostro connazionale Ciuti Luca che, trasferitosi, in Tunisia nel 2007, ha creduto nel paese, ha vissuto il cambio di regime ma, soprattutto, ancora crede nella Tunisia del dopo Ben-Ali.
Sentiamo cosa ha da dirci.

 


Salve Luca, da quanto tempo vive in Tunisia e di che cosa si occupa?
Frequento la Tunisia per lavoro dal 2004 ma vivo quì stabilmente da quattro anni. In precedenza mi sono sempre occupato di abbigliamento. Ho avuto i primi contatti con la realtà tunisina in quanto alcuni clienti iniziarono ad avvalersi delle mie competenze inviandomi in questo paese per risolvere alcuni problemi di produzione.
Nel 2007 ho aperto qui una società di confezioni, operazione non felice per diversi motivi, in primis la scarsa conoscenza della mentalità locale e dell’effettiva professionalità ed affidabilità di alcune persone. I Tunisini sono persone indubbiamente intelligenti ma, in genere, opportunisti e poco propensi a perseguire obbiettivi a medio e lungo termine. D’altronde è tipico delle popolazioni sottomesse a lunghe dominazioni e, a pensarci bene, ciò rappresenta anche la nostra fortuna in quanto se fossero stati capaci di organizzarsi, gestirsi, progettare e perseguire non avrebbero certamente lasciato spazio alle nostre capacità ed iniziative.
La crisi mondiale ha accentuato le mie difficoltà costringendomi a ridurre drasticamente le mie ambizioni nel settore. Questa disavventura posso dire che è servita a stimolare la mia caparbietà ed a farmi conoscere il vero volto della Tunisia ed apprezzare le tante opportunità che questo Paese può offrire al netto dello scotto pagato. Ho deciso di rompere tutte le trame in precedenza instaurate ed occuparmi personalmente dei miei interessi e così facendo ho iniziato a conoscere la mentalità e la burocrazia spesso contorta di questo paese ed a gestire proficuamente ed in sicurezza i miei affari. Da una attenta analisi della realtà locale e della carenza di offerta di servizi di consulenza affidabili ed indipendenti è nata l’idea di mettere a disposizione l’esperienza da me acquisita a chiunque avesse intenzione di investire, intraprendere o magari solamente trasferirsi in questo Paese.

Scorcio di Kelibia

Scorcio di Kelibia

 

Perché la Tunisia?
La Tunisia, nonostante tutto, resta un Paese affascinante, pieno di risorse e di sorprese. La sua prossimità all’Europa ed all’Italia in particolare lo rende meta appetibile per chiunque voglia ampliare all’estero la propria attività ma anche per chi cerca nuove opportunità per crearsi ex novo, cosa che nei paesi sviluppati è sempre più difficile realizzare.  Anche io come molti imprenditori mi sono orientato verso questo Paese principalmente attratto dal basso costo della manodopera e dagli incentivi, soprattutto fiscali, che lo Stato offre a chi investe portando occupazione e sviluppo. Sono pochi quelli che però fanno preventivamente i conti con le molte difficoltà ed insidie che in genere non tardano a manifestarsi a chi è sprovveduto della necessaria esperienza.
La Tunisia resta comunque un Paese che, oltre una natura affascinante ed un ottimo clima, offre molte opportunità a chi ha buone idee, è lungimirante e ben consigliato.

In cosa consiste nello specifico il servizio da lei offerto?
Diciamo che offro a chiunque voglia perseguire interessi in Tunisia ogni genere di assistenza. Nella maggior parte dei casi le richieste riguardano consigli ed informazioni in merito agli incentivi ed alla fiscalità ma mi vengono commissionate anche ricerche di mercato e di settore. Molte persone, inoltre mi chiedono consigli su cosa sia più opportuno svolgere come attività per cogliere al meglio tutte le opportunità offerte dall’incentivazione statale tenendo conto dei fattori ambientali e di mercato. Per rispondere a tale esigenza, in collaborazione con uno studio contabile di provata affidabilità e competenza, mi stò organizzando per proporre idee di progetti “chiavi in mano” alla clientela. E’ allo studio la creazione di un sito web dedicato ma per il momento il lavoro mi è garantito da un inaspettato “passaparola” e dai contatti al mio indirizzo email: ciutiluca@interfree.it

Esiste una comunità Italiana dove lei vive?
Si, sono molti gli italiani impiantati in Tunisia e non è difficile incontrarsi e frequentarsi.

Come sono i rapporti con i locali?
Una volta messo in chiaro che non siamo disposti a lasciarci “spennare” dagli immancabili furbacchioni ed opportunisti è possibile aprirsi a rapporti sinceri con i locali che comunque sono sempre gentili, ospitali e disponibili con gli stranieri.
Molti tunisini vivono con grande dignità e modestia la propria povertà e se si ha la sensibilità di rispettarli ed evitare di offenderli con atteggiamenti di superiorità, si è facilmente accettati e si ha l’opportunità di tornare a provare l’emozione del rivalorizzare l’essenza della vita a discapito dell’apparenza.

Senta, adesso vorrei parlare di un tema caldo: come ha vissuto i recenti problemi dei paesi nordafricani? Si è mai sentito in pericolo? Ha mai pensato di andarsene?
A dire la verità non mi sono mai sentito minacciato. Certo ho avuto paura per la mia attività ed in realtà ho pagato per la seconda volta un prezzo altissimo dal punto di vista lavorativo. Attualmente, infatti la mia azienda di confezioni è chiusa in quanto molti clienti hanno pensato bene di ritirare il proprio lavoro dalla Tunisia e credo che non torneranno se non quando non avranno la certezza di una ritrovata stabilità politica del Paese. Molti connazionali sono tornati in Patria ma si tratta di chi aveva altre attività in Italia o di speculatori ai quali è venuto  improvvisamente a mancare l’oggetto dei propri interessi. Per un momento anche io mi sono posto il quesito se fosse opportuno lasciare il paese ma alla luce delle cose, trovandomi nuovamente costretto ad iniziare per l’ennesima volta daccapo, non ho avuto dubbi sul rimanere convinto del fatto che qui avrei trovato moltissime più opportunità che in Italia. Attualmente sto avviando una attività di distillazione di alcool alimentare e trattando la costituzione di una azienda agricola biologica.

Inutile dire che un paese con un forte richiamo turistico come la Tunisia ha duramente risentito del golpe, dal punto di vista economico. Lei nota nessun segno di ripresa?
Il turismo ed il tessile sono certamente i settori più colpiti al momento. Nello specifico il turismo paga un prezzo altissimo, gli alberghi e le località turistiche denunciano un consistentissimo calo delle presenze e delle prenotazioni anche se la realtà non dovrebbe preoccupare più di tanto l’utenza. Prevedo una stagione estiva veramente difficile.

Spiaggia di Hammam el Ghezez (Kelibia)

Spiaggia di Hammam el Ghezez (Kelibia)

Pensa che i media abbiano passato le giuste informazioni di ciò che è accaduto?
Per quanto riguarda le motivazioni e le finalità proposte dal movimento rivoluzionario del 14 gennaio scorso credo che siano state correttamente riportate. Mi lascia perplesso il modo in cui viene trattata l’attuale situazione di questo meraviglioso paese. I media europei si limitano a divulgare poche notizie che estrapolate da un contesto ben più complesso ed articolato rischiano di suscitare nell’immaginario collettivo un idea non conforme alla realtà. Ultimamente, infatti, le notizie divulgate dai media europei si limitano a descrivere episodi di protesta, notizie di sconfinamenti delle forze Libiche in terra Tunisina, di emigranti clandestini ed ultima, la cattura di due uomini trovati con una cintura esplosiva in vita. Anche le analisi politiche degli eventi citati credo siano superficiali e poco attente alla delicatissima fase attraversata da questo Paese. L’Europa credo non abbia colto nella maniera più opportuna i molti limpidi segnali giunti da questa terra liquidando con troppa superficialità la questione Tunisina dando per scontato che il Tiranno non vi sia più e che si sia aperta un’animata lotta per la rappresentanza politica da parte di fazioni contrapposte.
Vivendo nel paese invece ci si rende conto di quanto il popolo tunisino sia unito più che mai nel chiedere uno Stato democratico, laico, riformista ed orientato al modello economico occidentale. Il problema al momento è che esistono ancora in Tunisia alcune cellule legate al vecchio potere che hanno l’unico interesse di destabilizzare il Paese tentando di creare problemi di sicurezza disoccupazione e malcontento fra la popolazione ed allontanare la comunità internazionale. I problemi sono limitati e pilotati ad arte. Non ci vuole molto per capire che tunisini sbarcati a Lampedusa non rappresentano affatto lo stereotipo del povero profugo disperato…. ben vestiti e con sufficienti soldi in tasca per garantirsi una vita dignitosa in Patria. Possibile che a nessuno sia venuto il sospetto che possano essere stati pagati per mettersi in viaggio? Perché mai un giovane sano ed in forze non appena vinta una rivoluzione dovrebbe sentire la necessità di fuggire dal proprio paese?
Personalmente nei giorni successivi alla cacciata di Ben Alì ho visto come tutta la popolazione si sia adoperata armandosi di bastoni per difendere case, negozi, scuole, banche ed altri obbiettivi sensibili dagli eventuali attacchi di quelli che avevano solo interesse a creare confusione allo scopo di far rimpiangere il passato e riaprire una possibilità al ritorno del “Padrone”. Attualmente il paese è abbastanza tranquillo ma se si divulgano solamente le poche notizie destinate ad accrescere preoccupazione e diffidenza, si rischia di alimentare il gioco di chi ha interesse che la Tunisia non sia mai un paese libero e democratico.

Come vede il futuro della Tunisia?
A prescindere dal precedente sfogo rimango ottimista sul futuro della Tunisia anzi, sono convinto che questo sia il momento migliore per investire. Tutti hanno una gran voglia di ricominciare e di mettersi al lavoro per ricostruire il paese ed il proprio futuro. Oltre ai vantaggiosi incentivi già in vigore saranno presto lanciati nuovi provvedimenti, i fondi internazionali stanziati rendono più agevole l’accesso al finanziamento ed anche il contesto internazionale lascia far pensare che presto la Tunisia possa tornare a riprendere quel Boom economico temporaneamente interrotto dai noti eventi.

 

Ringraziamo Luca Ciuti per questa condivisione ed esposizione dei fatti. Lo stesso sarà disponibile per ogni e qualsiasi approfondimento del tema sia su queste pagine o contattandolo personalmente seguenti recapiti:

Luca Patrizio Ciuti
Residente a Kelibia (Tunisia)
Tel: 00216 20652339
email ciutiluca@interfree.it

A cura di Kirk D.
Foto pubblicate per gentile concessione di Luca Patrizio Ciuti


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Africa, destinazioni, economia, hanno osato, , Permalink

7 Responses to Luca Ciuti: Io credo nella Tunisia del dopo Ben-Ali

  1. Oscar says:

    Istrana, (TV) Veneto Italia. T u n i s i a 02 giugno 2011
    Magari vivere da singol x provare i primi anni.

    Salve, ho 56 anni, e a febbraio 2011 ho finito di versare i contributi volontari x arrivare ai 40 anni di contributi, ma per percepire la pensione, con la nuova legge, dovrò aspettare ancora 15 mesi perché si apra la finestra, e cioè con ottobre 2012, e incasserò una pensione da circa 1.000,00 mensili, a partire da ottobre 2012.
    Magari puo essere, che facendomi la residenza in Tunisia percepisca la pensione da subito? Cioè subito dopo aver versato il totale dei contributi (40 ANNI) e non aspettare i 18 mesi? Qui mi piacerebbe avere una risposta dettagliata. Grazie
    Vorrei sapere, anche se so solo la lingua italiana, per vivere la permanente, (e magari venire 2 o 3 volte in italia x fare il weekend) che documenti occorrono? E per fare una vita discreta, quanti euro circa mi vogliono ogni mese?
    Come funziona la sanità? E delinquenza?
    Ho sentito parlare bene di Scusse o La Marsa. Ci sono aeroporti li vicino?
    Avrei pensato anche di venire attraverso mare per portarmi il mio Scooter Yamaha Mayestj 400, per girare la, che ne dite?
    Essendo da Treviso (VENETO) se volessi portare con me questo Scooter, che strada mi consigliate fare, x spendere il meno possibile? E di quanto si aggirerà all’incirca la spesa di trasporto Scooter + io?
    Avrei 30.000,00 euro da investire, dove sarebbe meglio investirli perché mi diano un bel reddito?
    E chiedo: che farò per campare fino a che non riscuoterò la pensione a partire da (ottobre 2012)?.
    Un appartamentino x 1 o 2 persone, di circa 60 mq. (vicino a un centro, “LA MARSA” ma non con tanta confusione o casino, perché il mio sogno sarebbe di vivere vicino al mare, ma che sia un posto tranquillo e che si possa dormire bene la notte, magari vicino a italiani già residenti la, perché io come lingua so solo l’italiano) quanto può costare mensilmente di affitto?
    Il clima, è meglio o peggio dell’italia? Io vivo a Treviso, (VENETO).
    E come delinquenza rispetto all’italia? Internet, cè come qui da noi? o costa tanto?
    Di lingua so solo l’italiano, ci sono problemi all’inizio per farsi capire? Io so fare il gommista e meccanico di auto, si può trovare da fare qualch’cosa con questa esperienza trentennale?
    Ho anche la licenza (tipo B) per aprire un bar, perché ho il REC.
    Rispondetemi con urgenza, che la mia idea sarebbe di venire a vivere la, magari a “LA MARSA” o “SOUSSE” permanente.
    Qui in italia (a Treviso) io giro quasi sempre in scooter Yamaha Majesty 400, faccio circa 20.000 Km. All’anno, e quando piove ho una vecchia Ford Ka.
    Vorrei sapere anche x le strade, sono come qui, o sono magari tanto più brutte? Intendo magari con buche, disconesse, ecc.
    Ma come si vive li rispetto all’italia? Vedo sui post, che tanti dicono bene, e qualch’uno dice malissimo, a chi credere?
    La mia E-Mail: loscartv@tin.it

    • Luca Patrizio Ciuti says:

      Salve Sig. Oscar, ricordo di aver già avuto occasione di rispondere ad alcuni Suoi quesiti in passato ma ripeto volentieri in quanto ciò che Lei chiede so che rispecchia gli interrogativi di tante altre persone. L’attuale situazione del paese credo sia ben descritta nell’intervista per cui non mi dilungherei oltre. Per quanto riguarda la pensione esiste una forte agevolazione fiscale in tunisia dedicata ai cittadini stranieri che vogliano risiedere in questo paese. Per ottenere la residenza in Tunisia è necessario trascorrervi almeno 383 giorni nell’arco dell’anno, fanno fede i timbri di entrata ed uscita apposti sul passaporto.
      I cittadini stranieri residenti che percepiscono una pensione estera hanno diritto a farsela trasferire nel paese di residenza al lordo dell’imponibile ed in Tunisia le tasse saranno applicate solamente sul 20% della stessa. Questo non influisce però sulle tempistiche per cui Lei percepirà la sua pensioni nei tempi stabiliti dalle normative italiane.
      Il documento che le occorrerà è il passaporto senza necessità di visto. Per quanto riguarda il costo della vita dipende molto dal Suo spirito di adattamento e dal tenore che intende tenere (Intendo dire che se Lei non vuole rinunciare ad esempio a tutti i prodotti italiani al quale è abituato, li troverà anche in alcuni supermercati tunisini ma a prezzi maggiori rispetto a quelli italiani). Comunque una volta imparato a conoscere ed apprezzare i prodotti locali, ed adattatisi ad uno stile di vita dignitosamente consono all’ambiente sociale, diciamo che con poco più della metà dei soldi necessari in Italia ci si può permettere anche di togliersi qualche “sfizio”. Finchè non ha ottenuto la residenza può portare con se qualsiasi mezzo usufruendo permessi cumulabili per un massimo di 6 mesi l’anno ma dovrà portare con se il mezzo ogni qualvolta lascierà il paese anche se temporaneamente.Scaduti i 6 mesi Lei avrà maturato il diritto di chiedere ed ottenere la residenza per cui potrà immatricolare con targa rs (non residente) il Suo mezzo. Quì tasse di circolazione ed assicurazione risultano molto convenienti rispetto all’Italia. Per quanto riguarda la sanità vi sono cliniche private paragonabili a buone strutture europee mentre la sanità pubblica lascia un po’ a desirerare. Per un affito come da Lei descritto può spendere dai 100 ai 300 Euro mensili a seconda della zona e dal grado di finiture richiesti.A Sousse c’è l’aeroporto e La Marsa non è troppo distante dall’aeroporto di Tunisi Chartage e la viabilità è in ogni caso buona. C’è un volo diretto da Venezia a Tunisi.
      Comunque sia credo che la miglior cosa che Lei possa fare sia di venire per brevi periodi di vacanza per rendersi conto personalmente delle situazioni e dei luoghi prima di decire in via definitiva. Come già detto in privato quì per riparare un buco in una gomma si spende 1 Dinaro cioè l’equivalente di 50 centesimi di Euro. Si renderà certamente conto che non vale la pena sporcarsi le mani con il suo precedente lavoro, comunque sono molte le possibilità di crearsi un’ attività redditizia con la cifra da Lei mensionata.
      Le lascio i miei più cordiali saluti.
      Ciuti Luca Patrizio

  2. Gaudente says:

    “Per ottenere la residenza in Tunisia è necessario trascorrervi almeno 383 giorni nell’arco dell’anno”

    azz… una vera e propria “mission impossible”

  3. Pingback: Tunisia; aggiornamenti interessanti ci arrivano da Luca Ciutti in vista delle prossime elezioni | Sognando l'estero

  4. Andrea Pinna says:

    Riguardo alla sanita’: ho conoscenti tunisini che mi hanno chiesto aiuto perche’ ormai non esiste piu’ una sanita’ pubblica, e se uno non lavora (anche un pensionato), tutto e’ a pagamento, incluso ricoveri in ospedale; se cio’ e’ vero per i tunisini, un italiano che ci vada a risiedere, dovra’ pensarci bene, prima di andarci a vivere: alla prima appendicite si rischia di dover vendere la casa. O mi hanno raccontato una balla ?
    saluti, Andrea

    • Luca Patrizio Ciuti says:

      Mi scuso per il ritardo con il quale rispondo. Chi risiede in Tunisia perde esclusivamente il diritto al medico di base in Italia ma mantiene il diritto di accesso gratuito alla sanità pubblica italiana.
      E’ importante sapere comunque che ogni qualvolta si rientra in patria, bisogna passare in Ambasciata a Tunisi per farsi rilasciare un documento che sarà necessario Mostrare in Italia in caso di ricovero o di richiesta di prestazioni sanitarie.

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